Uno sguardo diverso. Un viaggio poetico.Scevro di ogni cosa che non sia incanto, meraviglia, puro orrore, sconcerto.
E’ il 1899 e Pierre Loti si appresta ad assistere al primo tramonto del nuovo secolo immerso nell’ “eterna vegetazione” di una laguna indiana.
Pronto a lasciarsi alle spalle l’amara delusione dell’Occidente e dei valori che incarna.
Ecco finalmente l’India tanto attesa:miraggio, fantasmagoria, mistero ed esotismo da un lato; rovina, decadenza, crudeltà, morte dall’altro.
Alla costante ricerca di un “altrove” che possa annullare la morte, di una ragione di vita, di una verità assoluta. Ammaliato dall’incanto della natura selvaggia, dalle fastose cerimonie e dai maestosi templi, turbato dalle “orride grotte” e dalla magia delle città “incantate”, ma soprattutto catturato dai volti mistici e di “ardente sensualità” degli indiani, egli si ritrova più che mai innamorato della vita, della bellezza, del mondo reale.
Finalmente l’India tanto attesa:miraggio, fantasmagoria ed esotismo da un lato; decadenza, crudeltà, morte dall’altro.
Alla costante ricerca di un “altrove” che possa annullare la morte, di una ragione di vita, di una verità assoluta. Ammaliato dall’incanto della natura selvaggia, dalle fastose cerimonie e dai maestosi templi, turbato dalle “orride grotte” e dalla magia delle città “incantate”, catturato dai volti mistici e di “ardente sensualità” degli indiani, egli si ritrova più che mai innamorato della bellezza, del mondo reale.
Una prima, cocente delusione.Una spiritualità che si rivela “asilo del vuoto e del nulla”, incapace di una garanzia di immortalità, di eterno.
Benares, la città santa.
L’ultima tappa, il luogo dove, spera, potrà concludere la sua quête spirituale, trovare la verità, imparare la rinuncia, il silenzio, la pace.
O forse, semplicemente, una “beatitudine senza gioia”.