Uno sguardo diverso. Un viaggio poetico.Scevro di ogni cosa che non sia incanto, meraviglia, puro orrore, sconcerto.


E’ il 1899 e Pierre Loti si appresta ad assistere al primo tramonto del nuovo secolo immerso nell’ “eterna vegetazione” di una laguna indiana.
Pronto a lasciarsi alle spalle l’amara delusione dell’Occidente e dei valori che incarna.

Una prima, cocente delusione.Una spiritualità che si rivela “asilo del vuoto e del nulla”, incapace di una garanzia di immortalità, di eterno.


Benares, la città santa.
L’ultima tappa, il luogo dove, spera, potrà concludere la sua quête spirituale, trovare la verità, imparare la rinuncia, il silenzio, la pace.

O forse, semplicemente, una “beatitudine senza gioia”.

Catturando immagini lungo le sue strade verso Benares, senza un ordine, senza un canovaccio, semplicemente ripercorrendo i suoi passi, guidati dalla sua voce lontana che ha cento e più anni.


Facendoci travolgere da quanto è rimasto immutato e immutabile, ora come allora.

Provando a dare forma a quel caleidoscopio di visioni che continuano a suscitare nel lettore le sue parole

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